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31 Metafore per  firenze

31 Metafore per firenze

E quando, poco dopo, Firenze s'apparecchiò a difendersi contro l'esercito imperiale, non ritornava egli a sperare nella sua Ordinanza?

tutta Firenze è in armi, dovunque si combatte, ed il popolo trionfa, costringendo infine il duca, lungamente assediato nel suo palazzo, ad arrendersi e cacciandolo da la Toscana, tornata in libertà.

La Firenze di cotesto periodo non era della Firenze d'oggi che il boccio, apertosi più tardi nel fiore che ne uscì fuori con tanto rigoglio e tanta vivezza di colori e di profumi.

La tenuta di San Rossore, che fu in origine una delle tante bandite della casa granducale toscana, acquistò fama ed importanza nel periodo in cui Firenze fu capitale d'Italia.

Voi potreste dire, Firenze è capo della parte guelfa.

Un'antica iscrizione in cui si leggeva: JUL[ia] AUG[usta] FLOR[entia] fece ritenere che Firenze fosse colonia romana fondata da Augusto.

Giulio II era l'ultimo guerriero del papato, Firenze doveva essere l'ultimo Comune italiano.

dichiarò, che, essendo entrato in città colla lancia sulla coscia, Firenze era sua conquista, che ne riteneva la sovranità, e che altro omai non trattavasi che di vedere se vi ristabilirebbe i Medici per governare in suo nome, o se acconsentirebbe di dare la sua autorità alla signoria sotto l'ispezione dei suoi consiglieri di toga lunga, che intendeva di aggiugnerle.

Firenze fu il cuore d'Italia in tutto quello splendido periodo di operosa ammirazione ed imitazione dell'antichità.

Da quel tempo, Firenze fu degna di essere la rappresentante dell'indipendenza e dell'onore nazionale.

584 e 585. Firenze fu prima divisa in Quartieri.

ma Firenze fu senza dubbio il migliore Stato d'Italia dopo Venezia;

Ora le genti fiorentine, che meglio si chiameranno le genti del duca, perchè Firenze era il duca, furono spartite così:

Il 26 di luglio del 1326[10] tutta Firenze era in festa:

E però, quando nel 1300, al tempo del giubileo, il Villani si trovò a Roma, e ne ammirò i grandi monumenti, "io voglio scrivere, esso diceva, la storia di Firenze, perchè Firenze è figlia di Roma, ed è ora nel suo salire, quando invece Roma è nel suo cadere.

Firenze è il focolare;

Mio Diobalbettòco... come so... sono infelice! X. Quel giorno, nel quale Maria volle partire, Firenze era gaia più del solito:

Firenze è ben generosa che comporta di vedersi in seno i tuoi pari.

così a Firenze era sempre in di lui nome che trasmettevasi, per mezzo de' suffragj del parlamento, ad una nuova balìa un'autorità eguale a quella di tutto il popolo fiorentino.

Firenze era l'oggetto de' suoi apparecchi;

Firenze, 1566, in-4º. È opera di Carlo Lenzoni, ma avendola per morte lasciata imperfetta, fu terminata dal Giambullari:

Messina, 1689, p. 20. SERIE di Ritratti d'illustri Toscani, in-fol. Firenze, 1768, quasi nel mezzo, non impaginato, e quivi l'originale cavato dall'Archivio domestico dei Vettori in Roma, dove era conservato l'originale nell'Armadio B, n. 142, p. 99.

Noi chiedevamo posa alle funeste divisioni d'alcuni magnati, ai tumulti dei discordevoli cittadini, alla fazione de' Neri, e Firenze ce la otteneva!

In questa gamma Firenze è una penombra, Venezia un tramonto, Roma un'aurora:

E noi vediamo tutto un popolo eroico muoversi e agitarsi nelle sue pagine, dove (lo notò primo il Mazzini) Firenze sola è protagonista.

Firenze doveva essere la sede, doveva essere il faro da cui sarebbe partita la nuova luce.

Siamo qui come a Firenze su questo proposito, con la differenza, che Firenze è una selva di alberi, e qui non ve ne sono che tre o quattro soli.

Poscia nel 3 di settembre nel colmo di sua grandezza e fortuna, in età di soli quarantasette anni, diede fine alla sua vita colla temporal gloria d'essere stato il più accorto, prode e belicoso principe de' suoi tempi e tale, che, se la morte non gli troncava il volo, pericolo v'era che Firenze e la Toscana tutta soccombessero alla di lui somma sagacità e bravura.

Firenze, fu il trionfo del Villari che, come pensatore profondo, come oratore appassionato ed efficace, ebbe un de' maggiori successi di che possa andar lieto.

Ma Firenze essendo invece nella valle, circondata da colline, sulle quali erano moltissimi castelli che l'accerchiavano, i nobili avevano una posizione vantaggiosa, che tornava loro conto mantenere, perchè così potevano più facilmente minacciare e vincere la cittadinanza.

Firenze, questo supplizio è tua grande vergogna;