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549 frasi di esempio con  cuoco

549 frasi di esempio con cuoco

Alla mensa, quando è imposto il silenzio, fingendo dimenticanza, il cuoco non mi reca il mio piattoalla notte mi disturbano con rumori infernali nella mia cella, o mi introducono fra le coltri qualche sudicieria.

Ond'egli, dimessi cuoco e scalco, stavasi intanato nel Vaticano, non osando comparire in pubblico;

un cuoco mandava loro il cibo, da fuori, giacchè Paolo Spada odiava l'odore della cucina, in casa;

quando capiterà qui un mio avventore, che è tutta cosa del cuoco del luogotenente del capitano di giustizia, saprò il fatto a minuto.

Ed aspettando le borse in poltrona dai mille re del suo impero tiranni, fa elogi al cuoco se la zuppa è buona, non prevedendo i suoi futuri affanni.

141 Sopra un soffá Carlo grasso piangea, dicendo al cuoco suo:

Si accompagnava un tratto a lei, arrestavasi a discorrere con lei, cogli occhi incantati sulla testolina fina e aristocratica di miss Lutzon (s'era fatto dire il nome dal cuoco dell'albergo) e tornavano qualche volta insieme per la promenade des artistes, passando dalla chiesa cattolica, fino alla sorgente....

soldati, e capitani non solo uguali, ma i secondi sovente servi ai primi, tutti alla busca, ognuno è macellaio, e cuoco;

L. 6 7 Il cuoco senza pretese » 85 1 50 Il nuovo Re dei Cuochi.

1 50 2 50 Il Cuoco Universale.

Cuoco Milanese, Un vol.

Domani sarai l'aiutante del mio cuoco;

Il cuoco, il cocchiere, la cameriera, il portiere, tutti si lagnavano.

Forse il cuoco gli aveva mandata a male una salsa?

A Milano;ribadiva il cuoco.

lo aveva dimenticato solo, come un cane, fra il cuoco, Lorenzo e le serve che sonnecchiavano.

Persino il loro eroe, Guglielmo il Taciturno, l'incarnazione della nuova Olanda, incarnò pure quest'amor nazionale della tavola, ed ebbe il primo cuoco dei suoi tempi;

E tornano poi nudi alla loro vita sovversiva, con l'aria spaventata di grossi tacchini fuggiti dalle mani del cuoco.

Era il signor Oreste, il cuoco, in abito da signore, col metternicche in testa, una collana d'oro al collo e uno spillone di diamanti sulla camicia.

O che non potrebbe attendere alle sue casseruole, sior piavolo?rimbeccò la Cate, che non poteva soffrire il cuoco, il quale un giorno aveva voluto mettere a troppo caro prezzo un piatto di polpette ch'egli le aveva regalate.

O che si licenzi il cuoco?

Ma perfino il cuoco ha tutta l'aria d'un gran signore, e a vederlo la domenica quando conduce a spasso la moglie lo si direbbe un milord....

E, se vogliamo esser giusti, egli si curava pochissimo di queste glorie casalinghe, e preferiva il racconto dei fatti memorabili del brigante Mastrilli, che il signor Oreste, il cuoco, sapeva a memoria, e di cui mostrava al padroncino le illustrazioni a colori sopra una ventola di cartone.

Parlano molto dei fatti nostri, si capisce, e par che dicano che siamo tutti brutte faccie, nessuno escluso, neppure il cuoco, il quale accolse questa notizia con una risata di disprezzo, battendo la mano sopra una tasca del panciotto, dove tiene una lettera della sua amante.

Qui raggiunsi il cuoco, il Ranni e Luigi il calafato, che s'unirono a me e non mi lasciarono più fino ad Arzilla.

In quel tempo il cuoco, che per la prima volta in tutto il viaggio poteva parlarmi liberamente, m'aprì il suo cuore.

Ma la nostra ora, come diceva il cuoco, non era ancora sonata;

Che paese!esclamava il cuoco girando lo sguardo inquieto su quella solitudine;purchè non si faccia qualche cattivo incontro.

gridò il cuoco.

Giù una trombonata!gli gridò il cuoco fremente.

Formiamo il quadrato!gridò il cuoco.

Quanto dovevo esser pittoresco io, rappresentante d'Italia in groppa a una mula, con una ciarpa bianca attorcigliata intorno al capo, seguito dal mio stato maggiore composto d'un cuoco in maniche di camicia, di due marinai armati di bastone e d'un moro stracciato!

servi erano quanti bastavano a lavorare la terra, non già per accudire agli svariati uffizi di portinaio, cameriere, valletto, arricciator di capegli, coppiere, scalco, cantiniere, cuoco, sguattero e va dicendo.

Era il vero amico, e il più fido compagno del padrone, gli faceva da segretario e da castaldo, da giardiniere e da cuoco.

da maggiordomo, da cuoco, da cameriera se occorre... perchè, ecco..., donne attorno, la padrona non ne ha volute... Ci sono, è vero, la moglie e la figliuola di Filippo il giardiniere che, all'occasione, si prestano e come si prestano! ;

il cocchiere, sceso di cassetto, s'era tolto il cappello e facendosi vento discorreva con un cuoco.

Gli tornò in mente il carro funebre che attendeva nella corte, il cocchiere senza cappello che parlava con il cuoco.

il cuoco se n'era andato;

98. Natale di Sante Mattarelli, cuoco, di Faenza, 99.

Come se non bastasse, alcuni giorni dopo Isacco si fece amico del cuoco di suo zio.

Giunsi persino a pensare che fosse una vera fortuna per noi d'avere un vicino come lui, con uno zio così ricco, con quel bel giardino, quella cantina, quel cuoco tanto sapiente e servizievole.

che mi comanda? e l'albergatore, ch'era nello stesso tempo il cuoco, il cameriere e il direttore delle Tre Corone, fissò il giovinotto con due occhiettini vivi, lucenti, che schizzavan furberia di sotto a due folte sopracciglia grigiastre, fatte a spazzola.

Io intendo che la mia moglie stia in casa, e non legga altri libri che il cuoco piemontese;

Il padrone, che già aspirava al merito d'una elegante ospitalità, si prese come sua la lode che i voraci commensali concordemente diedero al suo cuoco;

Anzi! Arrivava la mattina col cuoco sul barroccino della spesa.

Signor Raccoglitore, ho sentito dire che voi siate un vero buon uomo, e che abbiate, quello che piú valuto, un cuoco eccellente....

prevengo che non potrò dare verun premio, tampoco un pranzo, perché sono un povero uomo, tengo cuoco.

Ma aveva il babbo che faceva il cuoco;

Il padre di Pompeo Barbetta era un cuoco rinomato:

I suoi padroni lo tenevano di conto, come se l'avere il Barbetta a capo cuoco fosse una piccola gloria di famiglia;

Per tal modo il figliuolo del cuoco aveva preso gusti e tendenze che, certo, non convenivano alla sua condizione, e quando poi divenne un giovinetto si trovò fuori di posto e senza avviamento alcuno.

E il figliuolo del cuoco, che aveva sempre servito nelle case grandi e che non avrebbe potuto concepire da solo (nel 1842, o nel 1843) l'idea di una vistosa fortuna disgiunta da un qualche titolo di nobiltà, provò una piacevole sorpresa quando vide, osservando bene, che non erano i danari la conseguenza dell'esser nobile e titolato, ma che invece, per lo più, la nobiltà e i titoli erano la conseguenza... del conquibus!

voleva avere una di quelle donne pallide, delicate che, mentre prodigavano tante moine a' suoi compagni, non degnavano nemmeno di guardarlo, lui, il figliuolo del cuoco!

di si saliva al quartiere del cuoco Barbetta.

Da questo fatto, per altro, parrebbe che il figliuolo del cuoco godesse di un certo credito al Vôlto dell'Arco Vecchio;

e da un'altra parte il cuoco Barbetta, per quanto affezionatissimo al figliuolo e condiscendente ai suoi capricci, doveva pure dar qualche cosa da mangiare ai padroni!

Questa caritatevole creatura era la portinaia degli Alamanni, gli ultimi padroni del cuoco Barbetta.

La portinaia chiede al cuoco delle signore, che usciva per far la spesa:—«Gh'hin?»—Il cuoco si volge alla domestica, che sciorinava e spolverava i tappeti ad una finestra, la quale affacciava sul cortile:—«Gh'hin?»—La domestica risponde al cuoco:—«Gh'hin!»—Il cuoco ripete alla portinaia:—«Gh'hin!»

La portinaia chiede al cuoco delle signore, che usciva per far la spesa:—«Gh'hin?»—Il cuoco si volge alla domestica, che sciorinava e spolverava i tappeti ad una finestra, la quale affacciava sul cortile:—«Gh'hin?»—La domestica risponde al cuoco:—«Gh'hin!»—Il cuoco ripete alla portinaia:—«Gh'hin!»

La portinaia chiede al cuoco delle signore, che usciva per far la spesa:—«Gh'hin?»—Il cuoco si volge alla domestica, che sciorinava e spolverava i tappeti ad una finestra, la quale affacciava sul cortile:—«Gh'hin?»—La domestica risponde al cuoco:—«Gh'hin!»—Il cuoco ripete alla portinaia:—«Gh'hin!»

ond'egli licenziò il cuoco e lo scalco, circondavasi di precauzioni, non ardiva ricever alcun memoriale da sconosciuti, e dapertutto vedea veleni e insidie, finchè fu guarito da un rimedio omiopatico, cioè da un consulto d'astrologi che dichiarò esser trascorso il tempo dell'influsso minaccioso.

Gli Austriaci sforzarono la porta, ed entrati uccisero il cuoco ed altre tre persone dopo averle martirizzate in ogni foggia;

e come è il cuocere oggi, al quale non basta far bollir la caldaia, ma vi si richiede lʼartificio del cuoco, in fare che quel, che si cuoce, sia saporito, sia odorifero, sia bello allʼocchio, non abbia alcun sapore noioso al gusto, come sarebbe o troppo salato o troppo acetoso o troppo forte di spezie, o del contrario a queste;

ora per affari di altro genere, come l'incarico dato dal Biondo a Guarino di cercargli dei cavalli e un cuoco.

La risposta di Guarino sul cuoco comincia con un saluto culinario.

«Ho raccolto intorno a me una assemblea di guatteri, vivandieri, parassiti e mangioni e ho messo loro innanzi il nome del cuoco vescovile, quale candidato al posto da te offerto.

Quel cuoco netta così bene i piatti, che quando non gli basta lo strofinaccio, chiama in aiuto la lingua e anche i calzoni.

ed il dover ritornare pura moglie di cuoco, senza aver più in casa il signorino di Catanzaro per bracciere e gli altri signorini per ospiti (benchè in tutti paresse sempre conoscere i segni dell'antica zappa), l'era troppo insopportabile dolore.

Altrove, trovossi nella folla investita, e perì di lancia, il cuoco del conte di Ficquelmont.

forse che il cuoco del signor conte di Ficquelmont era d'accordo con noi per provocare gli Austriaci?

Non v'erano servi gallonati pompa di vasellame squisitezza da cuoco, ma schietta e piena libertà, ma cuore aperto.

E strugger puoi, crocifero babbeo, l'asse paterno sul paterno foco, per poi, briaco, preferire il cuoco a Galileo; e bestemmiar sull'arti, e di Mercato maledicendo il Porco, e chi lo fece, desiderar che ve ne fosse invece uno salato?

e Marziale, per gli epigrammi culinarii, il titolo di cuoco.

Eravamo arrivati poco prima del cader del sole e, mentre il nostro cuoco ci preparava la cena, io escii dal villaggio dirigendomi verso la fontana, che ne era poco discosta.

perciò fu necessario al cuoco vescovile, autentico eroe delle batterie di cucina, escogitare gastronomici espedienti per soddisfare tante bocche improvvise.

Lo chiamavano il «duca-cuoco».

Cuoco l’a donnée à Bossi, qui me l’a promise».

Vincenzo Cuoco, l’illustre autore del Platone in Italia e fondatore a Milano del Giornale Italiano, ebbe rapporti d’amicizia col giovane Manzoni.

e ha le mani così benedette per fare i più delicati bocconi, che mai cuoco delle più nobili corti seppe forse fare altrettanto.

Vino non bevo, e non mangio dell'onto, E la spesa risparmiomi del cuoco:

Io il cuoco, e faccio ben da cena.

e quindi alla fumosa Cucina vanno dell'empio signore, E ritrovan il cuoco Rinaldo Tutto affannato, e che morìa di caldo.

Il cuoco, il cameriere ed un giovanetto che passa per corriere, sono rimasti in Genova con tutti i di lei effetti.

e un buon cuoco.

Mettete questa faccia di mascherone di fontana, tutta sbarbata, con una papalina nera sul cocuzzolo, sopra un corpo bassetto e tarchiato, vestito d'un farsetto nero stretto alla vita, coi calzoni neri e con le pantofole nere, e immaginate il misto bizzarro che ne deve riuscire, di curato di campagna in négligé, di cuoco in lutto, di forzaiuolo e di Stenterello.

Anche non di rado assisteva ella medesima qualche ammalato povero, pel quale ordinava al cuoco di serbarle il miglior brodo.

247, 248. » Ha suoi paggi, cuoco e cavalli.

bisogna vedere il cuoco!

il suo cuoco, i suoi fiori, la sua pipa.

Come sempre quando conduceva degli ospiti, il Pisani si era fatto precedere dal cuoco.

ed egli, preso in una grotta ove erasi ricoverato col cuoco, il panattiere, il bagnajuolo ed il buffone, fu gettato nelle prigioni di Morgantina, ove morì consunto dai pidocchi.

Mi chiamano zotico perchè non so imbandire lautamente, tengo buffone o cuoco a maggior prezzo che il gastaldo;

V'ha scuole per retori, geometri, musicanti, per arti più vili come il cuoco e il parrucchiere, non per l'agricoltura:

Il tuo cuoco è un carnefice questa mattina, osservò il Marchesino.

(al cuoco e al guattero)

(via l'altro cameriere e il cuoco e il guattero) FERDINANDO La mia marsina....

Indi la farsa in un atto di E. Scribe Il Cuoco ed il Segretario PERSONAGGI:

Soufflè cuoco Claudio Leigheb Il Conte di Saint-Far, ambas.

ed entrambi vivevano perfettamente quando si è impadronito di loro il cuoco per farli morire uno nel latte, l’altro nel vino.

dopo di che li mandavano al cuoco.