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76119 frasi di esempio con  quei

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Un uomo era , dietro i pezzi, che agli atti e al contegno pareva il capo di quei ministri del fuoco.

Non sarà essa una nuova vittima di quei neri nemici del genere umano?

Oppure quando invaghito d'una bellezza, fanciulla generalmente (perchè il chercuto di quei tempi voleva roba verde), egli la faceva consapevole delle sue voglie, e se resistivagli, l'accusava all'Inquisizione come eretica, ed era bruciata.

come si può lasciar passeggiare un prete, e vivere nel consorzio umano!Eppure noi vediamo oggi ancora, il nostro popolo genuflesso a' piedi di quei cannibali, ed il più dispregevole de' governi, umiliato davanti al despota di Roma e pascerlo d'oro italiano, per comprare mercenari, birri e carnefici.

Zambianchi di Bologna era uno di quei tipi d'uomo, formati per imporre rispetto.

Implacabile odiatore di preti era anche crudele, quando poteva saziare la sua brama di vendette contro quei ministri di Satana, come egli li chiamava.

Ravvolti nel loro tabarro e nascondendo con esso tutta quella parte che l'uomo, nell'ignorante sua presunzione, chiama immagine di Dio, ma che in quei due era piuttosto l'imagine del demonio, fingendo infine di nascondere il volto dal freddo lo nascondevano in realtà per la paura di esser riconosciuti.

Era gran giorno, tutti quei di fuori brulicavano come un formicajo intorno ai fuochi che si mantenevano a stento, e stendevano sulle poche fiamme le mani per riscaldarsi, oppure presentavano i piedi addolorati pensando di migliorarne la condizione.

Quei di dentro all'incontro, che avevano potuto carpire un letto, una tavola, una panca e qualche cosa da mangiare e da bere, russavano fuor di modo.

Tra quei di fuori trovavansi Zambianchi, Leonida, Cantoni e le due fanciulle, a cui s'era riunito Paolo, il sergente d'artiglieria già menzionato.

quei benedetti marinari han guastato tutto colla loro ubbriachezza, e poveretti!

Quando io giunsi in cantina, trovai quei delfini nuotanti in un mare di bevande spiritose, movendosi come granchi sulle quattro gambe, e siccome il fuoco faceva immenso progresso, io corsi al mio posto ad accendere i lanciafuochi che dovevano incendiare le polveri.

quei bei tipi della gioventù Italiana, per cui la patria doveva andar tanto superba?

Sotto il buonpresso¹ dei trabaccoli esiste per consuetudine una mannaja, che serve a rovesciare l'albero di trinchetto quando, sopraffatti nell'Adriatico da furiosa bora², quei legni sono obbligati di tener all'ancora.

Cicerovacchio, nome caro e riverito, tipo dell'operoso ed onesto popolano, avea capitanato una brigata di Romani alla santa impresa di bruciare quei troni della negromanzia, quella cloaca d'ogni corruzione umana, ed il popolo buono, quando ben guidato, sotto la direzione del suo venerando tribuno, compiva l'innocente auto da con una calma ilarità degna de' suoi maggiori.

non inganneranno più le nostre donne, e non sedurranno le nostre figlie, quei discendenti del serpente d'Eva;

«, anche in quei lontani paesi, vi sono delle vezzosissime donne:

L'astuto prete faceva poi valere tutti quei suoi giocattoli da ciarlatano con una chiacchiera da infinocchiare sino al delirio le sue ascoltatrici.

«Il birbante conosceva che, qual Legionario Italiano, io non poteva in quei giorni di pericolo per la nostra patria adottiva, trasgredire il mio dovere di milite.

»I suoi occhi scintillavano più del fuoco su cui s'inchinavano quei giovani nemici della tirannide grondanti di pioggia:

Se Mazzini più che triumviro, dittatore reale di Roma, avesse avuto le doti ed il coraggio di un dittatore, e dittatore si fosse fatto proclamare, cosa non difficile in quei giorni di pericolo, ciò avrebbe incontrato il gradimento dei buoni.

Il capitano Montaldi, uno dei migliori ufficiali di Montevideo, fu il primo che diradò le file di quei reduci valorosi.

Vi furono molti atti di bravura in quei nostri militi improvvisati.

Com'eran belli quei giovani militi d'una causa santa!

Un prete che insegnerà loro a far la spia, a porger la guancia sinistra, quando ricevono una schiaffo sulla destra, a non aver altra patria che il cielo, ben anche ad essere nemici di quei veri maestri della gioventù, che ponno guidarla alla santa religione del vero e del diritto.

«Vi sei finalmente arrivato, paron Angelo, alla meta del tuo desiderio, abbruciando tutte queste scandalose baracche, ove le nostre donne ingannate e fanatiche, andavano a servir di trastullo a quei buffoni maledetti di Dio!

Comunque sia ti prego a non lasciar avvicinare tanto quei ragazzi al fuoco, perchè non succeda qualche sventura.

Se eran ben governati i nostri feriti dal sesso gentile d'ogni parte d'Italia e d'ogni condizione che concorreva al sollievo di quei prodi sostenitori dell'onor italiano, non eran certo meno ben curati i due nostri amici dalle passionate fanciulle, che volentieri avrebbero dato la vita per essi.

Dopo d'aver attizzato il fuoco, ed aggiuntovi della legna, abbondantissima in quei boschi, dopo d'aver tormentato la vecchia pianta accesa, luminaria del campo, per farle spruzzare delle scintille e fiamme, ognuno si strinse a canto al fuoco, ove qualche narratore occupava l'attenzione dei compagni, e spesso ne suscitava l'ilarità.

«Guarda, diceva Ida a Cantoni, ancora convalescente dalle sue ferite, con che furia caricano quei cavalieri napoletani i pochi lancieri di Masina¹ e come fuggono i nostri!» I nostri veramente non fuggivano, ma per vizio assai comune nei cavalli italiani male addestrati, essi non potevano trattenere i focosi animali spaventati dalle cannonate e dalle fucilate che mai non avevano udito.

Che i Legionari non fossero poi quei carcerieri, conosciuti massime dai detenuti politici, e famosi per crudeltà e vigilanza, tutti ponno supporre, ma si sapeva pure che Gaudenzio era stato chiuso nei sotterranei del convento, ove gli si passavano i viveri necessari, e da dove sparì una bella mattina, non essendo stati mossi i catenacci del portone, e non trovandosi nello stesso indizio alcuno di violenza.

Ai discendenti degli antichi Romani, successi i preti, anche ricchissimi, diffidenti per il malo acquisto, e scopritori di quei raffinati supplizi, di cui solo un chercuto è capace, i sotterranei vieppiù si moltiplicarono, massime sotto i conventi¹, sotto le chiese, sotto le abitazioni di prelati e dei principi.

¹ Con cui i conventi dei maschi comunicavano con quei delle femmine.

Oudinot, degno del suo padrone, commise uno di quei tradimenti che pochi paragoni hanno nella storia militare.

Essi verso il tramonto, in cui il fuoco dei cannoni e dei moschetti s'era rallentato, furono adocchiati da un prete, da uno di quei tanti traditori del loro paese, che nella notte antecedente avean guidato le colonne nemiche, quel prete, chi l'avesse osservato, avrebbe veduto nell'occhio suo maledetto, un riverbero d'anima d'inferno.

Anche dopo d'aver aperto due breccie, egli non azzardò di assaltarle di giorno, tanto era il rispetto in cui lo tenevano quei tremendi difensori.

Però la maschile fierezza, aveva tentato di venire in soccorso del ferito Pittore, ma egli che poco prima, si era confortato di Apollo, di Minerva e di Marte, abbandonò quei suoi primi auspici, per seguire a capofitto Venere, non conoscendo bene ancora il proprio labirinto amoroso, dal quale, ad onta de' suoi sforzi, non sarebbe escito, se non colle ossa sconquassate.

E non ricordate più di quei due mazzolini di violette datemi con bel garbo dalle vispe sorelline, fiori che mi obbligaste di accettare coll'accentoSupponete che ve li abbia dati io.

Poniamo che quei tre sommassero in gruppo a due secoli e mezzo.

Egli, in quel momento prometteva di volerli uccidere entrambi colla sua doppietta, ma poi, sia per l'intervento delle calmanti sorelle, sia per la circostanza dell'alibi, in quei giorni, dei due designati alla morte, l'uragano si sciolse senza malefici, e ne godiamo di cuore.

Alfredo ed il Pizzicagnolo, erano stati in tempo per balzare a terra, mentre quei poveri fanciulli si dibattevano nell'acqua alta un metro.

Pochi momenti dopo il fatto, sopraggiungeva brillo un lungo corteo di sposi, che aiutò bensì a trarre sull'alta ripa la mezza carretta, ma poi quei buoni popolani, allettati forse dall'idea di un prossimo gaudio migliore, lasciarono il nostro dramma e cantarellando, proseguirono la via verso il vicino paese.

il credereste, dopo un mezzo miglio, e per la gioia di avvicinarsi sempreppiù al loro focolare ove la mamma attendevali coi generi diversi, quei tre fanciullini ripresero imperterriti la primiera canzone patriottica, come se nulla di nuovo fosse accaduto.

Presto e volentieri quei quattro occhi si incontrarono, creando una corrente elettrica, di soddisfacente potenza.

per.º 11.º. Ora quei convegni, sono al riparo dalla pioggia, dal vento, dal sole, e da altri pericoli, e perfino le tenebre, talora simpatiche, sono respinte dalla luce elettrica.

Quei tre fratelli, poveri in origine, erano costretti a tosare man mano i tenui risparmi dei loro Genitori.

Gli artisti per esempio, quei benedetti artisti di ogni epoca e nazione, e la storia ne insegna, hanno quasi tutti la testa calda, diceva nella sua diligente relazione quel buon diavolaccio di funzionario, e soggiungeva che ciò era in contraddizione coll'arte, senza accorgersi di bestemmiare.

Un cambiamento di governatori, una amnistia, un trasloco del referente (felice questi di cavarsela dai rivoluzionari, temuti più dei briganti) mutò d'incanto le sorti di quei nove malcapitati.

Peccato che i medesimi, non avendo tempo o voglia in quei giorni di leggere i giornali, viaggieranno egualmente colla paura in corpo.

Alfredo si rivolse al vecchio (si comprende che gli altri due erano già a dormire) e gli chiese, se nulla di nuovo fosse in quei dintorni.

Vi fu un reciproco cortese saluto fra la Signora ed il Pittore, non insolito fra quei monti tanto scarsi di passeggieri.

Non sapremmo, se quei due Esseri vaganti fossero da compiangere o da invidiare.

Scelto per alloggio un angusto spazio erboso, cui faceva ombrello un Pino lussureggiante, quei due amici anzichè trovarsi a disagio, sono lieti di quella poesia, perfezionata dal tubare di due palumbe appollaiate sul Pino, e forse sorprese di vedere persone a quell'ora, in luoghi tanto romiti.

Lasciamoli ora discorrere fra loro quei due artisti di cuore, e lasciamoli riposare come meglio vorranno.

Due ed una notte, impiegarono quei due buoni compagni di viaggio, onde giungere, senza nuovi contrattempi alla meta prefissa, cioè il paesello climatico di quelle altissime regioni.

Talvolta quei viaggi non sono che un semplice passatempo, non dissimile dalle gite alle acque zulfuree, ferruginose, ecc. ed ai bagni di mare.

Quei fuochi eran quelli del salone di Morella!

Non udite voi quella parole interrotte, quei sospiri che, come bianchi cherubini, volano verso Dio;

Quei due esseri pallidi, senza voce, tremanti come bimbi sono un uomo a trent'anni forte e coraggioso, una donna di spirito e di coraggio.

Quella sera egli si fermò un istante sulla soglia, osservando quella mezza luce insolita, quelle poltroncine sbandate, quei libri aperti e buttati via, quei fiori che appassivano, gli occhi della duchessa nuotanti in un velo di lagrime.

Quella sera egli si fermò un istante sulla soglia, osservando quella mezza luce insolita, quelle poltroncine sbandate, quei libri aperti e buttati via, quei fiori che appassivano, gli occhi della duchessa nuotanti in un velo di lagrime.

E forse più infelice, più sciagurata ancora, lei ama sacrilegamente quel morto, e vive nel desiderio profondo di quell'amore, di quei baci, di quel primo appuntamento, di quel peccato che la morte le ha tolto.

Certo quei Greci bruni, attivi, poco poetici, molto magri e molto intraprendenti, guardavano con una certa diffidenza questo poeta bianco, felice e indolente, questo fanciullo bello, orgoglioso e ricco, pieno di languidezze femminili, di silenzi interessanti e di sguardi misteriosi.

Dinanzi agli orrizonti sereni, dinanzi all'Jonio azzurro, con la frase eloquente e calda, egli ricostruì quei templi dalle linee pure, dalla bellezza immortale, quelle città piene di luce e di amore, quei portici dove s'elevava nell'aria l'alto insegnamento dell'ideale.

Dinanzi agli orrizonti sereni, dinanzi all'Jonio azzurro, con la frase eloquente e calda, egli ricostruì quei templi dalle linee pure, dalla bellezza immortale, quelle città piene di luce e di amore, quei portici dove s'elevava nell'aria l'alto insegnamento dell'ideale.

V'era una così profonda corrispondenza di sentimenti in quei due cuori, che non il più lieve fatto era giunto mai a turbare la buon'armonia, della quale vivevano tanto paghi.

Dunque, Prè Letterio,disse allegramente il professore Mattia, versando del vino nel bicchiere che Vige s'era affrettata a recare per l'ospite,- quei signori a Roma non sono poi tanto dispettosi come qualcheduno si piace di descriverli....

Fu appunto in quei giorni, dopo averne appreso la tristissima storia, ch'io stesso la vidi in casa del mio amico.

Ecco la nostra casa,fe' il professore accennando col dito,laggiù dietro a quei due grandi pini.

Anima abbietta ascosa in una forma divina, sentì presto il peso de' propri legami e li franse ignobilmente, con uno di quei tradimenti codardi, che tolgono alla colpa ogni scusa.

altri se ne allontanano sempre più, e riescono ad afferrare il punto in cui l'acqua, risospinta dalla piena, si ristagna, offrendo a quei rami, a quei fuscellini, un rifugio, un asilo.

altri se ne allontanano sempre più, e riescono ad afferrare il punto in cui l'acqua, risospinta dalla piena, si ristagna, offrendo a quei rami, a quei fuscellini, un rifugio, un asilo.

Non mi dite voi forse che tutti quei vagheggini e pretendenti non erano degni di lei?

Turbato da tutti quei dubbi, il padre Anacleto balzò in piedi e si

Il padre Anselmo, come più pratico di quei negozi, fu per comune accordo dei colleghi nominato maestro di combattimento.

Ed egli rispondeva con un vivo cenno di assenso, quasi di ringraziamento, come uno che si senta compreso, congedandosi con una poderosa stretta di mano da tutti quei vecchi compagni, ai quali lasciava un gradino vuoto su quella scala di Giacobbe che conduce al paradiso del viceammiragliato.

Per colpa di quei signori laggiù, la marina italiana ha perso ancor uno dei suoi manovrieri.

Ed egli già stava mulinando, in quei giorni di baldoria per le strade di Genova;

Perchè quella feluca nera, che non si può tenere ben salda sulla testa, che vi scivola sempre indietro, con uno di quei becchi d'anitra, in su, verso la luna, e l'altro in giù, che vi piove sulle spalle?

ma le ginestre erano sempre , facendo siepe al ciglione, contente del galestro in cui avevano messo radice, portando fieramente levati i loro pennacchi verdi cupi, in attesa di vestirne le vette con tanti bei grappoli di quei fiori gialli che ogni anno solevano dare (o lasciarsi prendere, che è tutt'uno) per l'infiorata del Corpus domini, nel paesello di San Giorgio.

Si diceva, tra quei terrazzani, che non ce ne fosse uno più bello al mondo, neanche a Roma;

A cavallo, certamente, con quelle spalle quadre, quell'ampio torace, quei baffi bianchi biondeggianti e quegli occhi azzurreggianti sul vermiglio della carnagione, doveva parere uno di quei paladini di Carlomagno, che potevano essere oppressi dal numero a Roncisvalle, ma dopo aver fatto prodigi di valore e di forza, accoppando mille Saracini, prima di ricevere essi medesimi una graffiatura al braccio, o una ammaccatura al ginocchio.

A cavallo, certamente, con quelle spalle quadre, quell'ampio torace, quei baffi bianchi biondeggianti e quegli occhi azzurreggianti sul vermiglio della carnagione, doveva parere uno di quei paladini di Carlomagno, che potevano essere oppressi dal numero a Roncisvalle, ma dopo aver fatto prodigi di valore e di forza, accoppando mille Saracini, prima di ricevere essi medesimi una graffiatura al braccio, o una ammaccatura al ginocchio.

e quei capelli formavano un volume così abbondante, da potersi paragonare a quelli di Genovieffa di Brabante, capaci a far da accappatoio a tutta la persona, quando la bella principessa della leggenda ebbe logorati i suoi abiti nella foresta di Trèveri.

Maurizio andava dunque ogni giorno a fare il quarto a quei buoni vicini.

veniva di molto lontano, e Maurizio, che pure da fanciullo aveva corsi e ricorsi quei greppi, non ne conosceva la scaturigine.

Questo egli rammentava, che l'acqua attraversava un gran prato, uno di quei prati alpini così verdi, vestiti qua e da ciuffi di rododendri, e che all'estremità di quel prato si rovesciava giù da una rupe.

Laggiù vivevano i poveri fittaiuoli del Pinaia, avendo davanti a quel magro podere e quei pascoli per cui dovevano pagare cinquecento lire ogni anno al fornaio arpagone di San Giorgio.

Quei signori spulezzarono.

Raccogliticci e nuovi ai combattimenti, quei soldati avevano aspetto non troppo marziale e rassicurante.

Non si spaventi il lettore, io non ho intenzione di opprimerlo con nomi e con eccessive ricerche, per quanto questo paese meriterebbe una nuova e più chiara descrizione di quelle del Nibby e del Gell, come la meriterebbero pure Anticoli, Alatri, Veroli, Soni ed Arpino, patria questa di Cicerone e di Mario, e tutti quei monti e quelle valli, belle e selvagge, colà situate, note sotto il nome di Ciociaria.

Quei di Palestrina hanno invece conservato molte parole e desinenze latine;

Quando si arriva in un paese appartato per dimorarvi qualche tempo (io ho villeggiato per tre mesi a Genazzano la prima volta, e vi sono tornato ancora due volte nell'estate), uno dei primi pensieri, dopo aver trovato un'abitazione ed esservisi istallati, è quello di cercare le più belle passeggiate e quei luoghi dove si può gustare l'aria libera, il fresco, la tranquillità, e leggere e pensare senza venir disturbati.

tramuta quei pietron che sono a basso;

A quei di casa, ché v'era una corte che l'aspettava.

V'era cinque o sei di quei visi affummati intorno al fuoco, che parean le donzelle di Vulcano giú nel regno di Dite.

La mia scelta si restringe a quei commediografi (o notissimi, come il cardinal da Bibbiena, o del tutto ignoti, come Niccolò Secchi)

ché forse non direste cosí, ma gli difendereste e terreste la parte loro da buone compagne in tutti quei luochi che bisognasse.

Invece di spiroscafare sino in Toscana, ch'è più in dell'Abruzzo, per ammirarvi quei miracoli di Arte, che vi sono accumulati, invece di arrampicarci su per le scale e degli Uffizî, (ripide tanto, ch'io ne disgrado le vie diserte e scoscese, di cui Dante, e stupisco che il clubbe Alpino non le registri fra le più meritorie ascensioni!) invece, dico, basterebbe spalancar le impannate o scendere in istrada;

Si erano immaginati che quei due, dopo sette anni, avessero molte intime cose da dirsi a quattr'occhi.