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886 frasi di esempio con  salone

886 frasi di esempio con salone

Non c'era sera in cui ella non trovasse nel cantuccio del salone della Stampa dove soleva sedersi, una quantità di fiori e i dolci che ella preferiva.

Nel salone c'era Maria, che parlava con Adriana Mariani.

Andate innanzi, innanzi, sempre in mezzo a un incendio, tra una folla immobile e una folla seduta, e vi sembra di passare di salone in salone, in un immenso palazzo scoperto, o per un seguito di vastissimi patios spagnuoli, fra le pompe d'una veglia, in mezzo a un milione di invitati, senza sapere quando arriverete all'uscita, se pur c'è un'uscita.

Andate innanzi, innanzi, sempre in mezzo a un incendio, tra una folla immobile e una folla seduta, e vi sembra di passare di salone in salone, in un immenso palazzo scoperto, o per un seguito di vastissimi patios spagnuoli, fra le pompe d'una veglia, in mezzo a un milione di invitati, senza sapere quando arriverete all'uscita, se pur c'è un'uscita.

e come la snella persona muliebre si muoveva, indolentemente, da un salone all'altro, egli sentiva di doverla seguire, come un'ombra.

ci fu la proposta di raccoglierli tutti, per ricordo, come in una galleria, nel salone della villa dove si fece la cavalcata.

Già, ricomparve nel salone della villaecco, questo volevo dire... Donna Matilde.

Nel salone, sulle poltrone, sui divani, sulle sedie, come in una esposizione, così io potrò veder tutto.

Sette od otto candelabri accesi versavano la loro piena luce sui vestiti, sui mantelli, sui mille complementi della beltà femminile e tutto il salone era occupato, nella sua grandezza!

Sola nella gran luce del salone, Emma Lieti si chinò a toccare la veste di seta, quasi fosse un talismano.

* * * * * Ardevano i candelabri del salone.

Il conte di Cavour si tiene in Parlamento assolutamente come se la sinistra non esistesse, come se egli fosse nel suo salone, in mezzo dei suoi famigliarisopratutto quando si annoja.

Nessuno come lui sa entrare in un salone, inchinarsi, richiamare su di tutti gli sguardi, essere il centro dell'attenzione, dominare tutta la riunione.

Ad un tratto una nota gaia vibrò nel vasto salone, una nota così lieta, così fresca, così squillante, che Laura ne provò un sussulto di gioia;

Era un antico salone, proprio di quelli degli antichi palazzi in cui non si misurava con avara parsimonia lo spazio come nelle costruzioni moderne, con antichi mobili, antiche tappezzerie, antichi quadri, si sarebbe detto antica atmosfera.

Nel salone dei Giardini Pubblici, ove aveva finito di parlare Cavallotti sulle elezioni generali, non appena il redattore capo del Fascio si permise di domandare la parola, si sentirono voci spaventevoli.

Nel salone da ballo, le candele consunte, il suolo sparso di carte dorate, di banderuole, di tutti i minuti residui del cotillon.

Il principe di Lavandall entrò nella sua camera per indossare una redingote, poi si recò al salone.

Si danzava già in un salone.

Sotto il pretesto del caldo e della folla, una mezza dozzina di odalischele men belle, tariffate al di sopra dei 60,000 franchi l'annosi erano ritirate in un altro salone che dava sul giardino.

Il dottor Nubo entrò allora nel salone e venne a salutare il duca.

Il duca uscì come un lampo dal salone, trasportando nel cuore quest'ultima freccia avvelenata.

Le porte del salone si apersero.

Il salone risuonò di uno strepito simile alla crepitazione della fiamma dei sarmenti.

, la porta di mezzo nel salone si aprì a due imposte, e sulla soglia si fermarono il principe di Lavandall e Vitaliana.

Qualche ora dopo, verso mezzodì, Vitaliana usciva appena dal suo letto d'insonnia, quando la sua cameriera entrò e le annunziò che il principe di Lavandall aspettava in salone, e dimandava con istanza di essere ricevuto per un momento.

Questa, non volendo aspettare in un corridoio, e vedendo da una porta socchiusa alla sua destra, qualche cosa come un salone, vi si cacciò dentro di un tratto.

Era infatti il salone, in cui Adriano aveva fatto l'atelier dei suoi talenti vari.

Ma non nel salone, ove si potrebbe stupirsi di vedermi di così mattino.

Un vecchio cieco ha la sensazione di qualcosa d'ignoto mentre tutta la famiglia è raccolta in un salone, attendendo l'esito della malattia di una malata.

Si trovò di nuovo nel lungo salone, e presso al tavolino di cristallo.

Un'altra folla ben diversa di quella della strada che si godeva allegramente la festa, il sole e la musica, un'altra folla sospetta, infida, la folla di tutti gli interessati prò e contro la Cisalpina, rumoreggiava, brontolava nel vasto salone delle conferenze.

Bambina restò all'altra estremità del salone, non osando levare lo sguardo.

Laonde, quando ella si trovò ancora una volta assisa nel piccolo salone del suo alloggio, in faccia di suo fratello che la squadrava con aria severa, rischiarata appena da una smilza candela, quando la ebbe rimandata fuori con un segno altero della sua testa Concettella tremante, ella disse con voce calma e sorda:

Ella mandò Concettella a coricarsi e ritornò nel salone.

Oltre la biblioteca, la stanza da pranzo e le stanze da gioco, v'è un salone per la conversazione e la lettura dei giornali, pieno zeppo di gente dalle quattro della sera fino a mezzanotte.

Un'ampia corte interna, belle scale in pietra, un salone magnifico, dove era stato eretto un teatrino, molte stanze con soffitti dipinti e pareti adorne di affreschi, ed infine in mezzo ad alcune costruzioni laterali in pessimo stato, una torre in rovina rivelava che un tempo vi era una fortezza e che quel palazzo era stato la residenza di ricchi signori.

Lasciò aperti tutti gli usci, e giunse nel salone, la cui muta oscurità lo fece gelare.

L'orologio del salone, da cui era molto distante, suonò dodici colpi.

Il duca non represse abbastanza un nuovo sbadiglio, che sonoramente echeggiò nel salone.

si pulì ben bene gli stivali sullo stuoino, indi entrò solennemente nel salone dicendo:

Lo vedevamo nei giorni di ricevimento passare signorilmente disinvolto fra le giovani mamme, che affollavano l'immenso salone, variando sempre il sorriso nel voltarsi da un volto di collegiale ad un volto di donna.

Feci un lieve cenno di testa ad accennare che acconsentivo, e lo seguii fuori del gran salone.

La prima persona ch'ella vide nel gran salone, in quel gran chiarore abbagliante che piovevano le mille facelle delle lumiere, fu la bella figura di Francesco Benda.

le conversazioni furono sospese quasi di comun accordo, tutte le faccie si volsero a quel punto del salone dove si trovavano a pochi passi di distanza, in faccia l'un dell'altro, il marchesino di Baldissero presso suo padre e l'avvocato Benda, quasi isolato dal resto della gente.

Presero posto nel salone ed aspettarono che la musica desse loro cenno e misura alla danza.

E siccome non lo trovo anco qui, penso tornarmene nel salone.

Quando vi ho visto la prima volta nel salone, sono svenuta;

In un momento, che rimasero soli nel salone, Loris le disse imperiosamente:

Nel salone la finestra socchiusa lasciava filtrare un po' di luce, poi tutto tornò buio.

L'amico fa andare il salone e lo strappa-denti gli in cambio la moglie.

ma, invece di risparmiare, le entrate del salone non gli bastavano più.

E le cercò subito un'altra casa, in via Santo Spirito, a due passi dal salone, tutto contento di farle piacere e di trovarsela più vicina.

Egli pensava sempre all'avvenire, al salone che doveva aprire, quando la sorte lo aiutasse, e non gli pareva impossibile che un giorno o l'altro il principale si ritirasse dagli affari e gli lasciasse la sua clientela.

Il giorno che lasciò il Salone di Venezia per passare all'oscura bottega del vicolo della Neve, Salvatore si sentì stringere il cuore.

Allontanandosi, tra la folla, Salvatore passò dinanzi al salone del Conterino, anch'esso rilucente, pieno di gente che aspettava il turno chiacchierando, fumando, leggendo i giornali.

Quando capitava qualcuno, mentre la forbice cantava il suo zic-zac, Salvatore cominciava a fantasticare di rimettere assieme qualche soldo, di lasciare quel bugigattolo buio e tristo, di riaprire un salone più bello.

diceva, girando un'occhiata per le pareti nude mi rammento il bel tempo del salone grande!

E così, avete messo aria, col vostro salone?

Il salone coperto di velluto cremisino, era ornato di frangia, galloni e fiocchi d'oro.

Vedrete il salone magnifico dei grandi ricevimenti ufficiali:

Accanto alle grandi monumentali illustrazioni dell'astrologia, quali sono gli affreschi del salone di Padova e quelli della residenza d'estate (Schifanoja) di Borso da Ferrara, accanto alle lodi impudenti, che si permette perfino Beroaldo il vecchio, suona tanto più viva e solenne la protesta di quelli, che non si lasciarono traviare da simili follie.

Prima di presentare un signore a una signora giacchè mai, mai, si presenta una signora a un signore o in casa di lei, o nel suo palco, o in un salone da festa, o in un pubblico ritrovo, bisogna assolutamente chiedere il permesso.

che, a quel modo, si ha ogni mercoledì, ogni sabato, ogni giorno che Dio manda in terra, una folla di gente nel proprio salone, e che si finisce per non vedere i propri amici e per non parlare con le proprie amiche.

Ecco, col ricevimento di un'ora al giorno, sfollato il salone, dove, una volta la settimana, la gente si accalcava, facendo subire una fatica enorme alla padrona di casa:

Ecco, col ricevimento quotidiano, dalle due alle tre o dalle sette alle otto, la consolazione di poter fare una conversazione più raccolta, più intima, più spirituale e più spiritosa, il che non può accadere, quando vi sono in un salone trenta persone:

ecco, col ricevimento quotidiano, creato quell'angolo del caminetto, quel cantuccio del salone, di cui parlano, senza saperne niente, una quantità di poeti, che non videro mai un caminetto nella loro vita:

e lusingandovi di poter esser solo, capitate, invece, sovra tre seccatori, a cui è impossibile chiuder la porta, con cui bisogna per forza parlare, mentre, nel giorno di grande ricevimento, si possono disperdere nel salone.

Nei grandi pranzi, la signora che invita deve essere pronta, e in salone, almeno una mezz'ora prima:

Il marito, o chiunque fa gli onori di casa con lei, anche deve essere in salone, mezz'ora prima dell'ora stabilita.

La padrona di casa il segno della fine, alzandosi, ma aspetta che tutti e tutte siano alzati, per riprendere il braccio del suo cavaliere e aprire la marcia verso il salone.

Finito il pranzo, si passa in salone, col medesimo ordine:

colà essi aspettano i loro invitati per salutarli, per iscambiar con loro qualche frase, per accompagnarli sino alla porta del primo salone, non più oltre, ritornando a mettersi al proprio posto, nella seconda anticamera, subito.

si prepara un altarino, in salone, e quanto serve per la mistica cerimonia.

Come se si fosse nel più pieno inverno, come non si fosse ballato tutto l'inverno e tutta la primavera, si balla, in estate, in ogni salone di albergo, grande o piccolo, sulle rotonde degli stabilimenti di bagni, sulle terrazze delle ville e nei giardini odorosi.

Quando, in una giornata, si è già preso il bagno, si è fatto una passeggiata, si è fatta colazione, si è andati in giro, per cercar fiori, si è chiacchierato, si è riso, si è pranzato, e, durante tutte queste cose, si è sempre leggermente flirtato, che cosa fare, alla sera, quando l'aria è dolce, la luna è dolce, e l'ampiezza del salone v'invita a flirtare, ballando, o a ballare flirtando, che è precisamente lo stesso?

Nei giorni di ricevimento, ella non è sempre nel salone, ma vi apparisce e sparisce;

Nel salone di sua madre, in visita, altrove, la signorina serba un contegno semplice, malinconico, perchè sarebbe ridicolo, altiero, perchè sarebbe odioso, troppo allegro, perchè sarebbe sconveniente.

In salone, ricevendo visite, la signorina aiuta costantemente sua madre o sua sorella maggiore, o fa gli onori, fa sedere le signore, conversa con quelle che sono sole, negli angoli, offre il the, i dolci, passa di persona in persona e accompagna chi va via, sin al secondo salotto.

Egli aveva sedotto l'imperatore con una compiacenza italiana, col genio dell'intrigo, con quell'eloquenza da salone e quella scienza dei modi che surrogano tanto facilmente le qualità eminenti di un uomo solido.

Questa rapida conversazione, tenuta nell'intervallo che separa sempre le contradanze, ebbe luogo davanti al camino del gran salone del palazzo Gondreville.

Per comprendere tutto l'interesse di questa conversazione è necessario raccontare un avvenimento che per invisibili legami andava a congiungersi coi personaggi di questo piccolo dramma, allora sparsi nel salone.

Questa volta madama de Vaudremont non doveva essere padrona di lasciare a suo capriccio il salone dove arrivava allora trionfalmente.

Soulanges gettò occhiate tranquille sulla quadrupla fila di donne che incorniciava l'immenso salone del senatore, ammirando quella decorazione di diamanti, di rubini, di perle, di manipoli d'oro e di teste adorne il cui splendore faceva quasi impallidire i lumi delle candele, il cristallo dei candelabri e le dorature.

Quando il colonnello Montcornet rientrò nel gran salone del ballo, madama de Vaudremont fu la prima persona che si presentò agli occhi suoi, e notò sul suo volto, d'ordinario così calmo, le traccie di un'agitazione mal celata.

In capo a dieci minuti di presentazione nel salone, aveva ritrovato il mezzo di confinare Danglars nel vano di una finestra, e dopo un destro preambolo, aveva esposto i tormenti della sua vita dopo la partenza del nobile suo padre.

Al primo piano, vedi vi è l’anticamera, gran salone;

a destra del salone biblioteca e gabinetto da lavoro;

a sinistra del salone una camera da dormire, e gabinetto da toletta, ed in questo precisamente sta il famoso scrigno.

Vi ringrazio, rispose il signor Fogg, che col suo passo automatico ridiscese nel salone del Rangoon.

In così dire, Gambalesta scese nel salone.

E il sabato, 21 dicembre, alle 8 e 45 di sera, avesse egli mai a comparire come il dio dell’esattezza sulla soglia del salone dei Reform-Club?

Quella sera, i cinque colleghi del gentleman erano radunati fin dalle nove nel gran salone del Reform-Club.

Al momento in cui l’orologio del gran salone segnò le otto e venticinque, Andrew Stuart, alzandosi, disse: Signori, fra venti minuti, il termine convenuto fra il signor Phileas Fogg e noi sarà spirato.

In quella, l’orologio del salone suonò le otto e quaranta.

Il vasto salone del Club era tranquillo.

Al cinquantasettesimo minuto secondo, la porta del salone si aprì, e il pendolo non aveva battuto il sessantesimo secondo, che Phileas Fogg comparve, seguito da una folla delirante che aveva forzato l’ingresso del Club, e con la sua voce calma:

L’orologio segnava lo otto e quarantacinque quando egli apparve nel gran salone....

Ecco perchè quel giorno stesso, che era il sabato e non la domenica, come credeva il signor Fogg, questi lo aspettavano nel salone del Reform-Club.

in un canto del salone noi vedemmo un gran cartello dove a caratteri cubitali era scritto: